Oggi ci è scoppiata la copia crackata del programma con cui montiamo. Nonostante il nostro grande entusiasmo dobbiamo ridimensionato le nostre aspettative. Io intanto continuo a seminare trascorrendo la giornata masturbandomi ogni tanto in attesa di girare l'ultima scena di un corto che preparo dal 2011. Chi sa se mai riusciremo a montarla, postprodurla e proporvela... Qui intanto ci si diverte, anche fuori dal set. Mi trucco in bianco, ciglia finte, tela e tanta acqua da bere. Accendiamo la cam e ci mettiamo in cam4, così, per avere compagnia. Il set è troppo difficile per il contesto webcam, ma non riesco a leggere i commenti, performo per la telecamera. Sono inquadrata da lontano, faccio cose senza il favore della luce ben sparata addosso così come sarebbe funzionale per un pornoshow.
La musica di Pablito si ripete per più di tre ore, io e Nico facciamo in tempo anche a litigare per un paio di ciabatte lasciate in campo. Sono viola, non la vedo così grave, pensa se fossero state marroni...
Sono le venti, la cucina è un disastro, andiamo a spendere un patrimonio per dei panini e poi a vedere "Il Gioco di Ender". Il libro è una favola e il film per fortuna è dignitosissimo, altrimenti che serata di merda! La sala è mezza vuota, del resto c'è Checco Zalone di fianco che ha fatto pienone, intorno a noi c'è chi si lamenta perché il protagonista è diventato ammiraglio a dieci anni, un altro perchè il film è troppo cerebrale, poi uno dice che è per ragazzi. Non mi alzo e me ne vado perché ho imparato a commiserare, ma sono ancora lontana dalla capacità di compatire, figuriamoci amare, il mio nemico. Non ho speranze di vincervi, ma è stata una bella giornata. Domani ho un articolo da completare e proverò a montare un piccolo servizio sul Berlin Porn Filmfestival. Piccolo perché abbiamo molte ore di girato, ma davvero poco spazio per gestire i file, anzi, sarà una sfida realizzare un corto cortissimo! Siamo stati a Berlino sei notti e in valigia ho portato un micro completino sexy per la festa e poi solo scarpe, calze e cappotti. Cappotti di tutte le masse e materiali, cappotti leggeri, di lana, neri, verdi, azzurri, per realizzare una performance delle nostre, di quelle che poi alla fine hanno un medesimo macro scopo: divertirci. Nuda sotto i cappotti, al bar, al ristorante, in aereo, al festiva, in metro, con qualunque temperatura e qualunque stato d'animo. Ci siamo divertiti parecchio, alla fine è risultato terribilmente facile, perfino comodo. Il vestito non è poi così necessario, basta che il cappotto abbia quella giusta temperatura per non farti sudare in interni e nel contempo non ti faccia gelare in esterno. Più di una volta sono salita a cambiare giacca, poi liscia come seta, la settimana, per quanto riguarda il clima, è stata all'insegna della disinvoltura, come un vero maniaco mi sono agirata per la citta con l'impermeabile e sotto nulla! Ma credo che domani nel corto metterò l'indispensabile, insomma quello che regge il nostro ferro vecchio! Ora chiederò a Nicola di leggere e dare un occhio alle cagate che alle due e mezza di notte scaturiscono dalle mie quattro dita... sta videogiocando, va beh, rileggo ad alta voce mentre i gatti cercano di sabotare tutto, penso che li ucciderò, vi terrete i miei strafalcioni da disgrafica compulsiva.
P.s.
Grazie Nico per la revisione notturna, decisamente fuori da qualunque patto sindacale, lo so. Ti amo...
Baci
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