Nicola prepara le luci.... proviamo un set per un corto... io sono sotto il plaid che chatto con un'amica. Mi sento pesante, goffa, impacciata, ho fame e vorrei superare l'undicesimo giorno a Don't Starve col personaggio Chef!
Mi riconoscono per strada, al mare in Puglia, in stazione a Milano, in palestra, in centro a Napoli. Non ci guadagno danaro, rischio la mia professione, le barricate non sono presidiate che da pochi volontari. Non ho più voglia di cercare luoghi dove inventare azioni... che tanto non capite, e non riesco a uscire da sotto al plaid...
La musica è finita, gli amici se ne vanno, che inutile serata...
domenica 28 febbraio 2016
Esitazione
mercoledì 24 febbraio 2016
Fatica
Ancora. Sono stanca.
Converso con qualcuno e come al solito lo accolgo. Perché sono un'enorme vagina e amo lasciarvi bivaccare dentro di me. Poi una barriera dopo l'altra, tutte riassumibili nella grande questione della Troia. Il grande Tabù, la baldracca come totem riassuntivo di tutta una serie di temi, di buchi, di cattivi sapori. E poi, dietro questa questione che l'apparire baldracca è sminuente e mette a disagio, vi è un unico grande colosso, sempre lo stesso, una questione di fica, una questione di potere. E che fatica conversare senza fica, con persone amaramente strette nelle loro mutandine, ancora una volta nelle mani della peste. Lontane anni luce da me. Anni luce io lontana da tutti voi. Distanze che gravano sulle spalle come fossero fatte d'acqua in un cilindro verticale, a imbuto sulla mia nuca. Nodo in gola. Che fatica.
Non posso fare nulla per voi.
Non chiedetemi.
Non ci sono.
Converso con qualcuno e come al solito lo accolgo. Perché sono un'enorme vagina e amo lasciarvi bivaccare dentro di me. Poi una barriera dopo l'altra, tutte riassumibili nella grande questione della Troia. Il grande Tabù, la baldracca come totem riassuntivo di tutta una serie di temi, di buchi, di cattivi sapori. E poi, dietro questa questione che l'apparire baldracca è sminuente e mette a disagio, vi è un unico grande colosso, sempre lo stesso, una questione di fica, una questione di potere. E che fatica conversare senza fica, con persone amaramente strette nelle loro mutandine, ancora una volta nelle mani della peste. Lontane anni luce da me. Anni luce io lontana da tutti voi. Distanze che gravano sulle spalle come fossero fatte d'acqua in un cilindro verticale, a imbuto sulla mia nuca. Nodo in gola. Che fatica.
Non posso fare nulla per voi.
Non chiedetemi.
Non ci sono.
lunedì 22 febbraio 2016
la fica è grande
Capisci che il mondo è piccolo e la fica è grande quando ti iscrivi ad un esame e il prof ti risponde nella chat facebook di Rosario Gallardo....
"Gentilissimo professore", parto formale e attraverso la casella postale dell'università, invece il professore mi risponde nella chat facebook di Rosario Gallardo. Ovviamente all'inizio ho dovuto raccapezzarmi. Poi dopo un attimo di sconcerto ho cercato di capire quanto la mia posizione fosse complessa. Uno pensa che un professore che ti ha visto la fica possa essere un vantaggio, io dico che dipende da come ti parla dopo che ti ha visto la fica e tu gli hai chiesto l'esame. Lui sa che far vedere la fica non vuol dire necessariamente cercare o offrire compiacenze? O addirittura può pensare che è premeditato. Oddio.
Ho ripreso gli studi da poco e il nome del prof me lo ero appuntato vari anni fa, non so più nemmeno perché, probabilmente mi interessava la materia, il prof invece fa parte dei miei contatti da gennaio e io non avevo affatto notato la corrispondenza dei nomi. Anche se col nuovo profilo abbiamo un quinto dei contatti che avevamo prima, prima di essere cancellati. Non sono riuscita a tenere solo persone che conosco davvero. In un pugno di fan c'è il prof della materia che mi serve. E chi se lo aspettava?
Ho trovato la cosa molto divertente, ma credo che rinuncerò all'esame; ne posso scegliere un'altro, fortunatamente faccio in tempo a sostituirlo. Se si fosse presentato a esame sostenuto per festeggiare lo avrei invitato a un qualche nostro evento, come ho già fatto con un'altra insegnante che è divenuta nostra sostenitrice e amica. Ma così non me la sento. Studio per passione e non mi va di trovarmi in situazioni pasticciate. O se la conversazione fosse stata diversa... Oppure gli do ancora una possibilità? O mi scelgo una bella professoressa bigotta che mi dà del lei e via andare?
Oddio, non so se la situazione più mi arrapa o più mi spaventa 0.o
Ci scrivono
Chi ha acquistato "O mio fiore delicato" ci scrive: "I watched it already at Berlin Porn Fest and loved it so much I want to show my husband! Great work."
lunedì 15 febbraio 2016
giardini selvatici
Eccomi,
siamo sempre punto e a capo.
Appena ho l'impressione di avere qualcosa in mano tutto vola via come un pugno di mosche.
E quando voglio abbandonare tutto mi accorgo che questa è la mia vita e non un'appendice.
Ma forse questo è il bello.
Faccio come se mi fossi svegliata oggi per la prima volta.
Sbadiglio e mi guardo attorno.
Non so bene di ciò che vedo cosa ha senso annaffiare e cosa va sradicato.
In fondo dovrei chiedermi anche perché sono qui, visto che di fatto non me lo ricordo più. Ma se una pianta ha sete io le darò dell'acqua e se un'altra mi graffia mentre le passo vicina valuterò se è il caso di estirparla.
La giustizia è un inganno malevolo come le religioni. Separa ogni individuo, abbandonandolo nel delirio, abbagliato, pericoloso e inerme.
siamo sempre punto e a capo.
Appena ho l'impressione di avere qualcosa in mano tutto vola via come un pugno di mosche.
E quando voglio abbandonare tutto mi accorgo che questa è la mia vita e non un'appendice.
Ma forse questo è il bello.
Faccio come se mi fossi svegliata oggi per la prima volta.
Sbadiglio e mi guardo attorno.
Non so bene di ciò che vedo cosa ha senso annaffiare e cosa va sradicato.
In fondo dovrei chiedermi anche perché sono qui, visto che di fatto non me lo ricordo più. Ma se una pianta ha sete io le darò dell'acqua e se un'altra mi graffia mentre le passo vicina valuterò se è il caso di estirparla.
La giustizia è un inganno malevolo come le religioni. Separa ogni individuo, abbandonandolo nel delirio, abbagliato, pericoloso e inerme.

