Il mondo è in mano a le puttane che ricattano con l'astinenza, insegnando ai popoli il debito. Sotto il tacco del perbenismo e di una morigerata frigidità, si allevano popoli sottomessi alla schiavitù della fica negata, dei figli senza cazzo e delle normative di sfruttamento del lavoro.
Nelle vostre case succede solo quello che manda la tv. Dalle finestre non c'è poi così tanto da vedere eppure montate le tende e istallate imposte e tapparelle .
12 commenti:
Sono in linea di massima d'accordo con quanto dici. Sono d'accordo pienamente sul fatto che vi sia un perbenismo diffuso, e una certa frigidità. Per contrappeso, ci sono uomini poco dotati, poco virili, che le frigide cercano per accasarsi, dando loro in cambio un po' di patata, e un'illusione di virilità. La famiglia e la socità borghesi, del resto, si reggono sulla menzogna, l'ipocrisia, il perbenismo, e la frigidità appunto. Per quanto questo sia un blog, suppongo, di Sinistra, mi permetto di citare Julius Evola, che di sesso e di rivoluzioni se ne intendeva parecchio (per quanto fosse di Destra, e Destra molto dura), il quale ha detto che nella nostra Società c'erano interi eserciti di "Vergini Senili", povere donnette che non erano mai state sverginate "psichicamente". Quello che Evola voleva dire, era appunto di questa frigidità perbenistica e borghese, che non permette all'uomo borghese medio di penetrare, oltre che col cazzo (povero cazzetto rattrappito) con la psiche la propria donna. Su questa impenetrabilità psichica, potremmo dire si regga tutta la farsa borghese e capitalistica. Eppure Evola era un fascista. Un fascista direi, molto poco allineato col pensiero fascista macho e borghese. E per questo motivo io lo sto studiando a fondo, è un pozzo inesauribile di rivelazioni, direi, RIVOLUZIONARIE (Julius Evola - metafisica del sesso). Quando al DEBITO, quello che tu dici è pure giusto: generare frustrazione (nel maschio) serve ad allinearlo e a ricattarlo. Un maschio ricattato, è più facile che si allinei. A meno che non faccia una scelta davvero rivoluzionaria: senti quello che sto per dirti: fregarsene del concetto "romantico" di amore e sesso, e pagare una prostituta. Dico che questo è veramente rivoluzionario, perchè se più maschi andassero a puttane, le puttane vere, le borghesi ricattatrici, si vedrebbero morire fra le cosce la loro misera arma di ricatto, e forse, dico forse, la nostra Società si spurgherebbe di tanto marciume. Grazie. Ciao. Andrea Di Cesare
www.ideabiografica.com
Grazie.
Apprezzo
http://www.ideabiografica.com/nuovosito/mondi-nullificati/942-mondi-nullificati
Il vivere, ormai, è un vivere “cimiteriale”. Siamo circondati dai morti. C’è puzza di decomposizione ovunque. Taluni, la massa, la maggioranza, ha l’olfatto guasto, e la scambia per “allegria”, per “spirito glamour”. C’è una tale puzza di marcio nella Società, che i più deboli, i più conformisti, i più fragili soggetti manipolabili, si ostinano a scambiarla con lo “Spirito del tempo”, che è lo “Spirito della Distrazione”.
Si leva un puzzo di marcio dagli stessi luoghi che un tempo furono preposti alla Cultura: musei, mostre, giornali, editoria, ecc… Da questi Luoghi (ormai Non Luoghi) elettivi per la Cultura, si leva lo stesso puzzo dell’Intrattenimento e della Distrazione, che hanno ucciso alla radice la Cultura.
Faccio un esempio: La Permanente – in via Turati, a Milano – è sempre stata luogo di Cultura, e di accoglienza. Un tempo, ai “miei tempi” (non sono più tanto giovane), poteva anche esserci un vernissaage importante, di un Fontana, ad esempio, e chiunque poteva entrarvi, senza invito, senza preavviso, chiunque, passando di lì, incuriosito, anche male abbigliato, poteva entrare al vernissage.
Da tempo la Permanente è caduta in mano ai Politici (Politicanti) che l’hanno bruscamente trasformata in un luogo “glamour”: dove la moda passa, purtroppo la cultura se ne va. E alla Permanente, sono iniziate ad esserci le sfilate di moda, ad invito, con tanto di security vestita di nero, auricolare all’orecchio, come all’ingresso della più volgare e vacua discoteca milanese. La stessa gente che accorre a questi – chiamiamoli “eventi”, perché oggi tutto è un “evento”, e quando ci sono 365 eventi all’anno, mi chiedo cosa sia veramente un “evento” degno di questo nome…), ritrovi di alta società, è del tutto estranea al concetto di Cultura, che un tempo abitava questo luogo (divenuto anch’esso un Non Luogo).
L’Uccisione della cultura, ai piani alti, è stata decisa e pianificata da molto tempo. Sin da quando, nel 1990 o giù di lì, il pupillo (Andrea De Carlo) del più inutile – e sopravvalutato - scrittore che il secondo ‘900 letterario italiano abbia mai avuto, Italo Calvino, pubblicò “Treno di panna”, un titolo che volle essere “leggero” e “anti culturale”, proprio come – poi, in politica – Silvio Berlusconi volle essere “concreto, fattuale, antipolitico”, catturando la fiducia del popolo. L’era della Distrazione stava cominciando.
Uccidere la Cultura ha avuto il significato di rimuovere i problemi dalla testa delle persone, allontanarle dal contatto con l’Angoscia esistenziale e con la Morte, salvo poi indurre un senso del Divertimento e della Superficialità che, ormai – alimentando il narcisismo patologico di molti – culmina spesso in atti di violenza. La Morte e l’Angoscia, scacciate dalla porta, rientrano però più violentemente dalla finestra. E se in tempi di maggiore cultura c’era un contatto più profondo con la radice angosciata del proprio essere, oggi si è più Angosciati, perché – pur vivendo nell’Impero della Distrazione – non c’è più divertimento, né sincera distrazione, ma solo un’Angoscia senza nome, e senza volto, un’Angoscia che nessuno riconosce più dentro di sé, perché non la sa neppure nominare, in quanto hanno ucciso la cultura, e tolto dal dizionario la parola “Angoscia”. Così va che la gente è sempre più angosciata, e cerca nel dominio della Distrazione e del Divertimento una fuga lontano da sé, perché avverte che quello che ha dentro di sé non ha nome, e dalle cose senza nome, dai nemici senza un volto, si vuole scappare, cose senza nome, perché il nome è stato loro tolto.
Andrea Di Cesare
Il disinteresse per la vetta orgasmica, che si sperimenta nel tantrismo, il continuo dilazionare il piacere, per dilatare invece altre sensorialità più complesse, meno animali, e quindi spirituali, come certe visioni che possono invadere il tuo campo visivo, il dilatarsi del Tempo e una sua quasi cancellazione, è una grande metafora. Ti allontana anch’esso dalla Materia, dalla materialità delle cose. Come? Sottraendoti allo scopo puramente bestiale dell’eiaculazione, ti insegna il valore primario dell’Essere, e del Disinteresse. Disinteresse per la Meta, disinteresse per il risultato, disinteresse per la procreazione e quindi anche per la spinta economica, disinteresse per il frenetico, alienante ciclo produttivo. Il tantrismo, in un certo senso, smantella in te, in maniera irrimediabile, tutti i valori borghesi.
Sviluppa il tuo Io sciamanico, primitivo, infantile.
Un Io contrario al ciclo produttivo, un Io politicamente avverso allo stile economico e capitalistico, al concetto, visto dalla borghesia come Valore, di Crescita. Meno ambizione, meno frenesia, meno ipocrisia. Un contatto maggiore col Cosmo e con le Persone. Meno solitudine interiore, perché quella esteriore, invece, la aumenta.
Ciò che diviene, è destinato a dissolversi. Così anche le Civiltà moderne del Divenire. Diversamente che per le tecnologiche civiltà dell’Occidente moderno, destinate alla dissoluzione, “Le tracce sussistenti - spesso ancor solo nella pietra - di alcune grandi civiltà delle origini racchiudono spesso un significato di rado avvertito. Dinanzi a quel che resta del più antico mondo greco-romano e poi più oltre, dell’Egitto, della Persia, della Cina, fino a giungere ai misteriosi e muti monumenti megalitici sparsi fra deserti, lande e foreste come ultime emergenti e immobili vestigia di mondi sommersi e travolti - e, come limite nella direzione opposta nel corso della storia, fino ad alcune forme del Medioevo europeo: dinanzi a tutto ciò viene da chiedersi se il miracoloso resistere al tempo di tali testimonianze, oltre ad esser dovuto ad un concorso favorevole di circostanze esteriori, non racchiuda anche il significato di un simbolo” (Julius Evola - L’Arco e la Clava”).
E’ un’energia particolare, quella spesa nell’Inutile. Essa ti collega alle cose eterne, alle cose che non divengono. Essa, ti congiunge a ciò che non è destinato a corrompersi. Sono la matrice di rituali e gesti che hanno in sé un germe d’Eternità. E’ un’Energia Tantrica, disinteressata. Un’Energia che si disinteressa di ogni possibile meta concreta. Di ogni risultato che si compia nel dominio del Commercio e della Materia. I borghesi non lo potranno mai comprendere.
Andrea Di Cesare
i conquistatori dell'inutile
http://www.ideabiografica.com/nuovosito/component/content/article/2-non-categorizzato/928-i-conquistatori-dellinutile
Se la vagina naturalmente ricoperta di pelo, rappresenta un tipo di femminilità che si vuole nascondere e proteggere, quello che prevale oggi, o totalmente rappresenta il costume “vaginale” in quasi ogni donna in questa epoca, ovvero, della vagina completamente rasata, vorrebbe significare la forza, la sfrontatezza, la ribellione di una vagina che sfida il maschio, lo chiama a un amplesso che può trasformarsi facilmente in una battaglia, in un reciproco tentativo di sottomissione, in quanto ad unirsi, non sono più un uomo e una donna, ma due uomini che, entrambi, rivendicano la propria potenza, da una parte la donna, ovvero, col suo clitoride quale piccolo membro, dall’altra parte l’uomo, col suo membro. Senza più l’ombra di un pelo, la vagina espone alla vista il clitoride, che è un organo maschile, col quale la donna – oggi – vuole rivendicare ai maschi, che storicamente non se ne sono mai presi cura, la sua presenza, la sua valenza contrattuale. Si sta verificando una omologazione dei sessi, una sempre maggiore commistione dei ruoli. Una sorta di androginia. Non c’è più l’uomo totale, come non c’è più la donna totale. Ma c’è l’androgino, perfettamente rappresentato dalla donna con la vagina rasata. E’ una figura potente e inquietante. A chiunque la guardi, la vagina rasata nel corpo di una donna adulta, desta un sottile senso di inquietudine. Ma anche di attrazione. E’ inconsueta e perturbante. L’attrazione che essa esercita, è verso un uomo che, facilmente, accetti la sottomissione, e quindi, rinunci a una certa quota di virilità, generando l’unione androgina.
Dato che sono ormai molti anni, che esiste questo trend del rasarsi la vagina, in molte donne, e ormai quasi in tutte, sorge il dubbio che l’uomo stia tentando di accettare questo stato di cose, ma ne rimanga ancora profondamente turbato. Dico questo, alla luce dell’ormai conclamato stato di guerra fra i sessi. Donne che vengono ogni giorno uccise da uomini deboli, insicuri. Uomini che, forse, non riescono ancora ad accettare la propria condizione di sottomissione sessuale. Il mutamento del proprio ruolo, non più totalmente dominante, ma, al contrario, più ricettivo e passivo. Ma il maschio è ancora troppo immaturo, di fronte a questa mutazione antropologica, e reagisce con la violenza, anche brutale e omicida, qualora si risvegli dal torpore, e scopra di aver perso gran parte del suo antico, ancestrale ruolo di dominatore.
La donna, rasandosi la vagina, ha deciso di uscire allo scoperto, di essere libera, di avere la propria libertà sessuale. La sta pagando cara. Se il suo partner non è abbastanza elastico da gestire il profondo turbamento, o addirittura fare buon viso alla libertà della donna, divenendo più libero anche lui, ne subisce un senso di defraudazione, di amputazione. O addirittura di evirazione. Scatta la violenza, quale ultima arma utile a ristabilire una dominanza che, in verità, è già storicamente perduta, cancellata dallo spirito dei tempi.
Andrea Di Cesare
Qualcuno si è impossessato dello Spirito dei Tempi, imponendogli lo Spirito Borghese. Siamo di fronte a una Società totalmente imborghesita, ingentilita, rammollita, infantilizzata. L’hanno rammollita e infantilizzata inculcando lo Spirito della Distrazione. Una incessante rincorsa a distrarsi, a divertirsi, sta ossessionando le Masse borghesi. Tra queste sono entrare a far parte anche le vecchie Masse Proletarie cui, essendo stato tolto l’Orgoglio di Classe, non rimangono che il Divertimento e la Distrazione per uniformarsi alle Masse Borghesi. La differenza fra Proletariato e Borghesia non si gioca più sul piano della Classe d’appartenenza, la professione, o il livello sociale. Bensì sul piano di appartenenza, o meno, allo Spirito della Distrazione.
Elaborare lo Spirito della Distrazione è stata la mossa più scaltra dei poteri forti, in quanto essi hanno capito che, su di essa, si sarebbero giocate tutte le possibili sedazioni di malcontenti, rivolte, rivendicazioni di classe.
Date ai popoli la Distrazione, avrete dato loro una droga più potente della vecchia religione, tacciata dai vetusti marxisti di essere l’oppio dei popoli. Sotto l’influsso e il marchio della Distrazione, ricadono anche i movimenti politici, la Cultura, l’Arte, il Dissenso, gli estremismi. Tutto, può essere Distrazione e tutto, da essa, può essere macinato, e reso innocuo. Trasformato in un Brand. Una linea di Moda, un Pensiero alla Moda, un Trend. L’Impero della Distrazione, infatti, tende ad assegnare un nome, un marchio, una definizione (spesso in linguaggio anglosassone) a tutto, in modo da rendere tutto un Prodotto consumabile, digeribile, acquistabile, e infine, innocuo. L’anima mercantile dell’Impero della Distrazione è la ragione della sua enorme capacità di neutralizzare ogni Dissenso.
Andrea Di Cesare
Ai progressisti benpensanti borghesi, l’Islam dà fastidio, perché è cafone terrone e puzzolente. Noi qui ribadiamo l’ovvietà che qualsiasi atto terroristico è sempre e comunque deprecabile e da contrastare con ogni mezzo, ma dobbiamo smetterla di addestrare, finanziare ed armare proprio gli stessi terroristi. L’Occidente è così ipocrita, che chiama alla lotta identitaria, vedendo nell’Islam il nemico assoluto, ma si dimentica che anche la Chiesa Cattolica compie in terra una missione dal sapore divino, volendo conquistare le anime di tutti per la loro salvezza. Il nostro integralismo è meglio del loro? L’Islam dà fastidio, coi suoi odori e coi suoi rumori, coi suoi minareti urlanti a scansione regolare, mentre magari noi ce ne vorremmo stare in santa pace a contemplare la gigantografia erotica di Belén Rodríguez, mentre siamo accodati in auto ascoltando un po’ di Lounge Music. La nostra battaglia identitaria è volta a non sottrarci il piacere edonistico di goderci gli effluvi di spume profumate appena messe dal parrucchiere, e per questo non vogliamo aspirare i puzzi dolciastri e speziati dell’Islam, mentre ci stiamo apprestando ad andare in una discoteca alla moda. E’ così arretrato e medievale l’Islam, con i suoi coltelli arrugginiti e le sue scimitarre che affondano nella carne, da toglierci l’illusione che la guerra sia un gioco da bambini, fatto con lo charme lucido e tecnologico della guerra pianificata a distanza, con missili a lunga gittata.
L’Islam dà fastidio al benpensantismo borghese e progressista, al fighettismo griffato e ridanciano, fatto di nomignoli e di letture noiose, di idolatria della propria cagnetta e di cocaina, oltre che di estenuanti ossessioni estetiche, di vanità esibizioniste in pubblico, che nascondono frigidità o impotenze sessuali in privato.
http://www.ideabiografica.com/nuovosito/gallery/prodotto/reggae-bang-bang/
L’Islam rompe le scatole, perché ha un senso della battaglia sociale, in nome di un ideale, che l’Occidente flaccido e ridanciano ha perso; così va che l’Islam faccia proselitismo e concepisca la terra come luogo di conquista, in cui la religione va a plasmare la vita sociale, e per questo è odiato, insieme al suo rigore e alla sua coerenza, valori che noi abbiamo perso. Li abbiamo persi in nome della purificazione illuminista, della riformattazione laicista, del troiettismo femminista e delle bandierine Arcobaleno.
I giovani parigini, i giovani di tutto il globo, i politici tutti, uniti in un coro assurdo quanto isterico, IO SONO CHARLIE, idolatrano il vignettista flaccido e onnipotente, quello che tira la matita e nasconde la mano, nel più classico degli “armiamoci e partite”. L’Islam è odiato perché parla di guerra e di guerra addirittura santa, mentre l’Occidente Arcobaleno preferisce massacrare con armi chimiche e bombe sporche milioni di esseri umani, semplicemente con le missioni di peace-enforcing ed embarghi umanitari.
Che retrogradi questi islamici, ancora non capiscono che certi termini sono politicamente scorretti e che il Corano e le sure battagliere scandalizzano i pacifisti e democratici occidentali, quelli che con rivoluzioni, guerre, aborti ed eutanasia hanno probabilmente ucciso negli ultimi due secoli più gente di quanta ne era mai stata uccisa nei precedenti trenta.
L’Islam fa paura non perché mena, ma perché non mena per il fuorigioco della Juve o per un parcheggio, né per la Tav o per un pizzo insoluto, ma perché mena per difendere una visione del mondo, una visione del mondo che l’Occidente prima ha accolto con l’immigrazione di massa - rimuovendo nel contempo presepii e crocifissi dai luoghi pubblici, per un simulato scrupolo di ospitalità - e che oggi pretende di offendere nel modo più vergognoso. Del resto, dopo aver creato tutte le condizioni per un disastro sociale in Europa, non serve altro che trovare l’innesco per scatenare una guerra civile identitaria.
http://www.ideabiografica.com/nuovosito/gallery/prodotto/reggae-bang-bang/
IL ROSSO E IL NERO
appunti...
l'Uomo Moderno ha due anime, una Rossa e una Nera.
Due anime contrapposte, in lotta tra di loro, mai integrate.
Due anime che albergano in tutti Noi.
A volte prevale quella Rossa.
A volte quella Nera.
Con conseguenze nefaste, in un senso e nell'altro.
L'Anima Nera, il Fascismo, è una costruzione Ideale bellissima.
In sé valida.
Ma è dialetticamente una Menzogna, costruita per schiacciare i deboli, per avvalorare la tesi di un Superuomo, quale emanazione concettuale e ideale della Classe Dominante.
Il Fascismo va studiato. Il suo valore ideale va salvato. Ma in una chiave critica, dialettica.
Dove le ragioni marxiste, l'Anima Rossa, rappresentano la faccia debole, perdente, schiacciata e fallimentare di una classe di persone, e idee, che sono state forzosamente espropriate di quegli stessi Ideali Neri (superumani) e messe in schiavitù dagli idealisti neri.
Tra il fallimento rosso, e il superuomo nero
tra questi due estremi
mai integrati
sta l'Uomo.
Essere antifasciti è inumano.
Essere anticomunisti è altrettanto inumano.
http://www.ideabiografica.com/nuovosito/appunti-di-viaggio-dal-nulla
Prova di prestito
Buongiorno cari amici,
Vorrei condividere una gioia con voi, non credevo al prestito di denaro tra privati, ma un giorno un'amica mi ha consigliato una prestatrice particolare, ho avuto la buona persona una prestatrice onesta particolare che cercavo da anni.
Ho ottenuto il mio prestito che lo permette di bene vivere attualmente. Pago regolarmente le mie mensilità,
Potete contattare se siete nella necessità di un prestito per diverse ragioni, due dei miei colleghi hanno anche ricevuto prestiti senza alcuna difficoltà.
Ecco il suo e-mail carinabaur1@gmail.com
Per tutti i vostri soldi ha bisogno di contatto: carinabaur1@gmail.com
Posta un commento